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November 27

Sulle rive dei Narratori Mediterranei:Tarek Eltayeb e Jabbar Yassin Hussin

 

 

                     MARTEDI' 01 DICEMBRE

                              ORE 19,00

            Sulle rive dei Narratori Mediterranei:Tarek Eltayeb e Jabbar Yassin Hussin
 
                           Polveri Madri Migranti. Terre, memorie, scritture" 
                                             Giuseppe Goffredo,
                                               poeta e scrittore
                                                    presenta
                              Tarek Eltayeb (Egitto): Una città senza palme
                               Jabbar Yassin Hussin (Iraq): Addio bambino!
                                                   interviene
                                             Guglielmo Minervini
                        Assessore alla Trasparenza e alla cittadinanza attiva
                                               Regione Puglia
 
Tarek Eltayeb nasce al Cairo nel 1959, figlio di genitori sudanesi. Frequenta tra i quattro e i sei anni la scuola coranica, dove inizia a svilupparsi il suo interesse per la lingua araba classica. Studia Business Administration presso l''Ain Shams University del Cairo e Economia e Business Administration presso l'Università di Vienna finanziandosi gli studi con i lavori più vari (distribuzione di volantini, vendita di giornali, lavapiatti, insegnante, traduttore e interprete di lingua araba). Dottore di Ricerca in Scienze Sociali ed Economiche dal 1997, è attualmente Professore presso l''International Management Center/University of Applied Sciences a Krems, Austria. In Austria ha ottenuto oltre dieci premi letterari, tra i più importanti dei quali si citano il "Literar Mechana" e il prestigioso "Premio Elias Canetti" nel 2005. In Romania ha ricevuto "Il Gran Premio Internazionale della Poesia 2007" al Festival internazionale "Curta des Argesh in Rumania". Città senza Palme, il suo libro di maggior successo, è stato pubblicato per la prima volta in Italia dalla Poiesis Editrice di Alberobello nel 2009.
Una città senza Palme dello scrittore egiziano Tarek Eltayeb, è il racconto di Hamza, un giovane campagnolo cresciuto con i valori morali propri di una società musulmana rurale. Hamza lascia la casa natale, in Waddinnàr, un villaggio del Sudan, con il sogno di un lavoro nel mondo nuovo, che però non è l’Occidente, ma è un altro paese simile al suo, l’Egitto. Pur appartenendo i due paesi arabi alla medesima cultura, egli si sente straniero, non riesce nemmeno a capire la lingua parlata dai nuovi vicini. La descrizione che il protagonista dà della città sconosciuta è quella di chi non sa capacitarsi di cose mai neppure immaginate: la folla in continuo movimento, i locali sulla strada, i vestiti della gente. La città lo sommerge, impedendogli persino di attraversare la strada per la quantità di persone e di auto. Tutto il racconto è pervaso dalla meraviglia suscitata dal primo impatto del ragazzo con un mondo sconosciuto: i caffè, il mercato dei cereali e delle spezie. A tratti, i caratteri dei protagonisti fanno pensare a Naguib Mahfuz, che dipinge la realtà popolare con tutti i suoi colori. Il tutto attraverso gli occhi di un ragazzo audace e intraprendente, che vorrebbe salvare madre e sorelle dalla fame. La lingua è spontanea e al contempo ricca e incisiva; scorre inseguendo gli avvenimenti senza intoppi o complicazioni, dando un senso di grande e variopinta vivacità ai luoghi e alle persone del racconto. Un racconto che fa pensare a migranti di altre latitudini, come quelli raccontati dal regista Crialese nel film “Nuovomondo”

Jabbar Yassin Hussin è nato nel 1952 a Baghdad, Iraq. È il più grande scrittore iracheno vivente. In esilio in Francia dal 1976, per sfuggire al regime di Saddam Hussein, è tornato a Baghdad nel maggio del 2003 dopo 27 anni. A partire dal 1984 pubblica novelle e testi di poesia su riviste francesi: Brèves, Roman, Contre Ciel, Sud, Levant, Aube.
Nel 1991 pubblica Aux rives de la Folie - l'Harmattan.
Nel 1993 pubblica Un ciel assombri d'étoile e Terre d'oubli, poesie, Edition Parole d'Aube Kichkano-Alfil Editions, Un cielo oscuro di stelle e Terra dell'oblio entrambi tradotti in Italia a cura di Lucy Ladikoff, ed. Aracne, Roma, 2006.
Nel 1996 ha scritto l'opera teatrale dal titolo L'Absent.
Ha diretto dal 1990 al 1992 gli incontri poetici franco-arabi di Poitiers e l'Incontro Internazionale della Poesia a La Rochelle nel 1993-1994. E' stato redattore della rivista Qantara, dell'Istituto del Mondo Arabo, Parigi e della rivista araba Kassas di Londra. Fa parte del comitato scientifico del Laboratorio Progetto Poiesis e dei Seminari di Marzo. Numerosi suoi scritti e poesie sono pubblicati sulla rivista da Qui. Nel 2000 viene pubblicato in italiano il suo maggior romanzo Il lettore di Baghdad pubblicato dalla Poiesis Editrice, 2008, Alberobello, e successivamente Addio Bambino (trad. Lucy Ladikoff), Poiesis Editrice, 2009, Alberobello.
L’immagine dell’Io narrante in “Addio bambino!” é pacata e solare. L’autore non indulge a vittimismi né lancia anatemi contro le potenze del male, ma invita a riflettere sulla dimensione del tempo, il tempo della vita, il tempo dell’esilio rappresentato da un mulino che pur essendo abbandonato da molto tempo continua a girare nel rumore della notte, macinando a ritroso i ricordi; come se il protagonista stesso fosse costretto a macinare storie, proprio come facevano la nonna e la madre di Yassin: figure fuse in una unica memoria, e senza possibilità di distacco. Il tempo e il luogo della narrazione si intersecano tra loro, come anche i personaggi: l'io narrante, a tratti, si fonde con l’immagine della nonna che racconta la storia dello zio Hussein, oppure con quella della madre, mentre narra la storia di Badriyya. Il passato sembra pervadere tutto, poiché è la separazione ad essere la vera protagonista della narrazione: non la naturale separazione dall’infanzia che interessa le esistenze normali di noi tutti, ma quella forzata, costretta dall’orrore della tortura, della deportazione, della guerra. Ed è da questa frattura che nasce il bisogno insopprimibile e ostinato di non separarsi dai ricordi, dai luoghi amati, dalla voce della madre che non smette di raccontare. Il narratore vive in un mondo speciale dal quale comincia a parlare attraverso la voce di un bambino che ascolta tutto e che tutto trattiene ricordando in seguito ogni particolare. La sua mente si riempie di fantasia, avventure, figure surreali, angeli e spiriti, questi elementi che hanno sempre un significato nella vita sociale dell’Iraq, tanto nella cultura antica quanto in quella attuale.
Ricordare sembra essere l’unica medicina contro il mal d'esilio, antidoto alla malinconia, ma forse anche una segreta strategia, per riuscire a convincere al-tifl, il bambino[1] della irreparabilità della separazione da un mondo al quale non si riesce più ad appartenere, per molte e diverse ragioni.
 
November 23

Expérience à recommencer Una lettura psicoattiva per Antonin Artaud

 

                     VENERDI 27 NOVEMBRE

                               ORE 20,00

Expérience à recommencer

         

Una lettura psicoattiva per Antonin Artaud

                         

 

                                                               Introduce il dottor Luigi Abiusi.

 

                                                        Valentina Lacalamita, voce recitante; 

                                                          Dj mjaft !, loops & electronics;

                                                           Domenico Vacca, basso;

                                                              Leo Gallo, percussioni;

                                                                 Snakeplane, web help.

 

                                                     Testi di Antonin Artaud tratti da:

 

                                                             Poesie della crudeltà ;

                                                              Al paese dei Tarahumara;

                                                                Il teatro e il suo doppio.

 

                   SONO APERTE LE PRENOTAZIONI   

                     FINO AD ESAURIMENTO POSTI

November 21

“NON SEMPRE SI RIESCE AD ESSERE ETERNI” OMAGGIO AD ALDA MERINI

 

                                                                       

 

       SABATO 21 NOVEMBRE 2009

                       ORE 19

 

        OMAGGIO AD ALDA MERINI

             “NON SEMPRE SI RIESCE AD ESSERE ETERNI”      

                    LA POETESSA DI TUTTI LA POETESSA DI NESSUNO

            con la gentile partecipazione di Cosimo Damiano Damato regista

 

                                                                            

 

                             READING DI POESIA

 

                        di I'M Teatro con Anna Di Pinto,

                     Maria Filograsso e Michela Diviccaro
 
 
 
 
24 novembre 2009

«I'm Merini indipendentemente»

Sabato il Ghigno ha ricordato Alda Merini

di Lucia G. Binetti

Uscirà a gennaio il film-documentario “Alda Merini-Una donna sul palcoscenico” del regista pugliese Cosimo Damiano Damato, presentato sabato nella libreria “Il Ghigno”.

La cosa più normale in questo caso, i rumori di fondo che accompagnano la lettura delle poesie di Alda Merini, certi che lei non potrà che gioirne, dovunque si trovi.

Ma non basta, il pc fa le bizze, la Merini non amava i computer, e allora si parla, si legge, si ascolta: il racconto di Cosmo Damiano Damato, vero e toccante, le poesie lette da Anna de Pinto, Michela Diviccaro, Maria Filograsso di “I'm teatro indipendentemente” e da chiunque volesse farlo, senza paura, senza barriere, se non quella della quantità di gente che ha affollato la libreria e rendeva difficile il passaggio.

Basta vederla dal lato poetico, dice la Merini stessa.

Facile la retorica su Alda Merini, molto meno parlarne a ragion veduta. E allora le testimonianze dirette, come quella del regista, appunto, e del maestro Vincenzo Mastropirro che anni fa ne ha musicato alcune poesie da “Ballate non pagate”, sono importanti per capire.

Capire la persona che era e il personaggio che ne hanno fatto i media, quanto volesse essere “una donna sul palcoscenico”, la prima donna, tanto da osteggiare con alcuni suoi versi la stessa Mariangela Melato che nel film di Damato legge le sue poesie. Poesie dettate al telefono, partorite all'improvviso tra una sigaretta e una lacrima, raccolte dai muri della sua casa, regalate a chiunque andasse a trovarla, insieme a qualunque piccolo oggetto che parlava di sé.

Il film “Alda Merini-Una donna sul palcoscenico” è stato presentato come Evento Speciale alle “Giornate degli Autori” di Venezia nel settembre scorso.

Gli incontri letterari al Ghigno continuano con “Expérience à recommencer” letture da Antonin Artaud, venerdì 27 novembre alle 20.

20 anni della Convenzione Internazionale dei diritti dei bambini : lo spot RAI per l'UNICEF

 

 

YouTube - 20 anni della Convenzione: lo spot RAI per l'UNICEF
    
 
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